Memory Alpha
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Aiuto  Contenuti → Come creare un grande articolo


Hai deciso di cimentarti con la scrittura de "L'articolo perfetto" per Memory Alpha? Grandioso! Prima di iniziare ci sono alcune linee guida generali e suggerimenti utili che speriamo possano aiutarti per raggiungere e centrare l'obiettivo.

  • Inizia con la ricerca. Ancor prima di lanciarti nella stesura è indispensabile conoscere l'argomento che ti accingi a trattare. Il metodo più semplice e piacevole per assodare i fatti è quello di rivedere l'episodio che contiene i tratti più significativi. Le informazioni, sotto forma di appunti, favoriranno la supervisione "a priori". Assicurati che le tue informazioni aderiscano alla Politica canon Memory Alpha.
  • Introduci il tema. Inizia la stesura del tuo articolo con una frase o un paragrafo breve, che introduce il tema. È l'ncipit: non includere troppi dettagli; l'introduzione darà al lettore una chiara idea di cosa tratta la pagina, semplicemente leggendo l'inizio, e non l'intero articolo. Assicurati di evidenziare in grassetto il tema nella prima frase.)
  • Organizza le sezioni. Se stai per scrivere un articolo molto lungo, risulta utile suddividerlo in sezioni. Prova a dividere il testo in segmenti e paragrafi. Può essere utile scrivere l'intero articolo, dapprima, in una bozza, suddividendolo in sezioni laddove sussistono interruzioni evidenti del singolo sotto-argomento.
  • Aggiungi i collegamenti wiki. L'articolo perfetto di Memory Alpha dovrà contribuire a Costruire la rete tramite l'inclusione di collegamenti wiki ad altri articoli correlati.
  • Aggiungi un'immagine. Memory Alpha non è una galleria di immagini, ma caricarne una o due per illustrare meglio il tuo articolo può aggiungere quel "bagliore" che lo fa risaltare rispetto agli altri.
  • Aggiungi collegamenti esterni e riferimenti. Memory Alpha potrebbe contenere numerosissime informazioni, ma non possiamo averle tutte. Aggiungere collegamenti esterni che contengono informazioni addizionali è molto utile ai lettori.
  • Controlla la grammatica e l'ortografia. Per evidenziare gli errori ortografici consigliamo l'utilizzo di un editor per testi esterno oppure un componente aggiuntivo del browser. Per la grammatica farai appello ai ricordi scolastici o, se sei giovanissimo, alle lezioni recenti. Utilizza sempre la funzione Anteprima e rilascia l'articolo solo quando ti sembrerà "perfetto".
  • Rileggi il tuo articolo ad alta voce. Potrebbe sembrare sciocco, ma il metodo migliore per rivedere e revisionare il tuo articolo perfetto, è quello di leggerlo completamente, ascoltandone il suono. Questo rende facile individuare gli ultimi errori e correggere eventuali frasi "stonate".

In definitiva, alcuni collaboratori potrebbero trovare utile consultarsi con gli altri Archivisti per ottenere idee sulla rifinitura del testo. Lascia un breve stralcio dell'articolo ed ottieni commenti sulla relativa pagina di Discussione. Ancora meglio: offri i tuoi pensieri sugli altri articoli nelle loro pagine Discussione. Condividere idee e opinioni aiuta a costruire un articolo più completo, e una base per tutta la comunità.

Buona scrittura!

Approfondimenti[]

Le categorie di un articolo sono numerose ed è il tema (o soggetto tematico) a giustificare quanto segue:

  • La forma: il modo di esprimere i concetti e i tempi verbali più consoni al contesto.
  • Il target a cui è destinato: in questa sede coincide con... "chicchessia" (difficile ma non impossibile).
  • L'impronta che si desidera lasciare: l'espressione personale che descrive le emozioni da trasmettere al lettore.
  • Le motivazioni: sentite, proprie, o la semplice divulgazione distaccata, meramente informativa.

Un tema ha un capo e una coda, un inizio e un finale, alla stregua di un romanzo al fulmicotone. Se il tema riguarda la cronaca, il romanzo diventa un racconto. In ogni sede contestuale è necessario aver bene in mente, fin da subito, cinque fattori principali:

  • Chi: la persona, la coppia o il gruppo di individui trattati nell'articolo.
  • cosa: l'argomento portante dell'intero tema, che dà ossatura all'intero contesto.
  • dove: l'ambientazione spazio-fisica dell'argomento.
  • quando: le date salienti degli avvenimenti o dei fatti trattati.
  • perché: le motivazioni più importanti del "chi" o del "cosa".

Ogni volta, davanti alla pagina bianca, siamo punzecchiati dalla domanda: "Da dove comincio?". La risposta, banale ma semplice, è: dall'inizio. Possiamo quindi disegnare uno schema a blocchi, su carta, che ricordi un organigramma: in ogni rispettivo blocco collocheremo i punti salienti del tema:

  • I nomi dei soggetti più importanti
  • la sostanza: tutto ciò che costruisce il tema attraverso la struttura che abbiamo in mente.
  • le date: di ogni evento importante, senza ripeterle se le abbiamo già scritte una prima volta.
  • i luoghi: gli ambienti interni, esterni, comprese la specificazione di "giorno-notte".
  • le motivazioni più importanti che ci spingono alla creazione dell'articolo.
  • Il metodo: "Be', inizio a scrivere e poi mi verrà il resto" è il peggiore degli approcci. L'improvvisazione non paga, mai.
  • Di ciò che vogliamo esternare dobbiamo sapere tutto, e nel modo più completo possibile. L'organigramma, preparato con cura, è la nostra mappa. La consulteremo con grande attenzione, consci del fatto che tuttavia l'articolo perfetto, è come il proverbiale delitto: in fondo... non esiste.
  • Sarà un bene se ogni illazione resterà nella tastiera poiché dobbiamo comunicare e trasmettere al lettore fatti veritieri, credibili, plausibili e, ove possibile, facilmente dimostrabili.
  • Non mostriamoci troppo schierati "per questo o per quello". Manteniamo obiettività in ogni caso e contesto. La solidarietà è la "non demonizzazione" di chicchessia o di qualunque fatto, concreto o immaginario.
  • Non usiamo mai "io" perché il lettore si sente affrontato direttamente, ed è spinto a chiedersi: "Tu? E chi sei, tu?".
  • Usiamo, laddove il contesto lo esiga, la prima plurale, rivolgendoci al lettore con la formula: "Tu e noi", ma il "tu" è inteso soltanto nell'uso dei verbi: gioca, aiutaci, chiedi, clicca... La formula Tu-noi è indicata soprattutto nei Tutorial, nelle Guide, nelle FAQ e in ogni pagina "Aiuto" di sotto-sezione.

Rivolgersi al lettore con: fate, dite, leggete et similia, crea una distanza fastidiosa che mette lo scrivente in una posizione non bene individuabile; un distacco... mancante di una vera logica comunicativa. Non siamo in TV, né sul palco di un comizio. Davanti al monitor c'è, al 99,9% dei casi, una singola persona che, a torto, si sente interpellare com'egli fosse una folla; "uno qualunque, tra migliaia".

  • Oltre ai blocchi di testo separato, che facilitano la fagocitazione dell'articolo, piantiamo un bel punto fermo quando abbiamo una principale a cui sono legate troppe subordinate.
  • Non diamo per scontato il soggetto della frase: ripeschiamolo in ogni proposizione, cambiandone accuratamente la forma. E, in generale: non diamo mai nulla per scontato.
  • Evitiamo, come fosse peste, avverbi come "ovviamente", o locuzioni del tipo: "Come tutti sappiamo". Se ci amiamo, possiamo evitare anche i cosiddetti "luoghi comuni", anche se fortemente contestuali all'articolo.

Non tutti siamo a conoscenza del fatto che, quando scriviamo, facciamo una traduzione simultanea di quel dialetto a cui siamo abituati nei dialoghi confidenziali e pertanto...

  • ... useremo un italiano impersonale, che non sia infarcito da forme espressive tipiche del nostro luogo d'origine. L'Italia è lunga e pertanto contiene miriadi di forme espressive che possono risultare incomprensibili da una regione all'altra. Ispiriamoci all'italiano che adoperano nei doppiaggi; l'italiano più prensile tra tutte le forme espressive che mirano alla comunicazione diretta, e che vive anche nei messaggi pubblicitari.
  • Sebbene conosciamo il target, il nostro articolo sarà, senza odor di snobismo, facilmente usufruibile da... chiunque.
  • Procediamo per gradi, senza eccedere in premesse e senza scusarci su ciò che non diremo o non tratteremo. Al lettore non importa quel che non sappiamo; è interessato a ciò che possiamo comunicargli, trasmettergli, o persino insegnargli.
  • Usiamo un linguaggio non troppo forbito né troppo formale, e mai casareccio o poco accurato: il più colto dei colti preferisce - anch'egli - il linguaggio semplice e scorrevole, basta che sia corretto, sia nella forma che nella sostanza. Non adora le eccessive ridondanze (inutili ripetizioni che ingarbugliano i pensieri del lettore) che possono frantumare l'attenzione lungo la linea della buona lettura.

Che cos'è la lettura? Uno tra i massimi piaceri. Se la scrittura non è piacevole, come può il nostro lettore goderne?

Ortografia è...[]

... cura dell'aspetto.

Dimentichiamo la fretta delle aule didattiche perché non scriveremo appunti e nemmeno messaggi elettronici. La buona ortografia è come la cura della persona: genera credibilità e fidelizza il lettore.

  • A monitor, nonostante quasi tutti abbiano una connessione senza limiti di tempo, la concentrazione in lettura è fragile, e andrebbe temprata con una scrittura "normale".

Che cos'è? Si tratta della scrittura che troviamo nei libri di rispetto, sede in cui l'ortografia sfiora o raggiunge la perfezione.

Parliamone:

  • Le congiunzioni che terminano con e accentata meritano tutte il segno acuto:

poiché perché nonché benché allorché affinché ancorché...

Ahimè, esclamazione, merita un'eccezione: il suo accento è grave.

  • I punti di sospensione sono tre, né più, né meno. Qualsiasi altra forma azzardata facilita la fuga della concentrazione poiché da qualche parte, nella nostra testa è stampata, e sempre in agguato, la perfezione che abbiamo assimilato sui libri rispettabili.
  • Il puntoVirgola, questo sconosciuto. È un segno utilissimo che, tuttavia, viene puntualmente snobbato dai più. Serve nei periodi lunghi in cui il punto fermo potrebbe distogliere dalla concentrazione quando desideriamo esprimere un tratto tutto d'un fiato.

Vediamo: "Oggi è stata una giornata bellissima, ho fatto mille cose, tutte ben realizzate; non c'è stato un solo attimo di noia né eventi che potessero distrarmi dalla mia passione: la scrittura. Che bello il ticchettìo dei tasti, le lettere che scorrono sulle righe come fossero l'estensione dei miei pensieri; ondate di idee che giungevano limpide e ordinate; una giornata in cui sognavo di essere uno scrittore!

  • Serve anche quando vogliamo rafforzare o spiegare il senso della frase o del periodo che va concludendosi:

Ieri, in autostrada, un camionista sembrava alticcio, mi ha tagliato la strada durante un sorpasso; me la sono vista brutta.

  • Po - pò, fà - fa, sta' - stà, bè - bhe ne nè...

Errori comunissimi, ma non per questo trascurabili...

  • Se scriviamo po oppure , la pronuncia della sillaba non cambia; perché dunque usare un accento senza utilità?

Presto detto: Un po' è il troncato di "un poco"; il segno che va usato non è un accento bensì un apostrofo che segnala l'omissione di "co".

  • Fa, se si tratta della nota musicale, va scritto, per distinguo, con la lettera maiuscola.

Gli altri fa sono: un imperativo e un coniugato alla terza singolare, e non necessitano di alcun accento; nascono e vivono così.

  • Sta, verbo, funziona allo stesso modo di fa.

Ben altra cosa è 'sta, la troncatura anteriore di "questa" che, però, è una forma dialettale.

Attenzione: dà, verbo, è un'eccezione dovuta alla necessità di distinguere la prep. da dal verbo, affinché non si creino malintesi o confusione nel testo. Medesimo accorgimento vale per , verbo, che va accentato affinché sia distinguibile dalla preposizione, il , che sta per giorno, e , , per distinguerli - dal pronome e dall'articolo - quando esprimono un luogo.

  • Beh, esclamazione, vive bene così. C'è però un'eccezione che ne cambia il significato: nella forma va be'; anche questo è un troncato, di "bene", e necessita dell'apostrofo, come un po'.
  • , affermazione, va accentato per distinguerlo dalla particella nominale "si".
  • Ne e . Una frase, ortograficamente corretta, può essere: Non ne servono altri: né bianchi né neri.

Oppure: Ce n'è? Sì, però ne occorrono altri; ne vale la pena.

Ora vediamo: Non siamo artisti né politici, ne siamo coscienti; siamo uomini semplici. Significa che non siamo artisti e non siamo stati eletti poiché siamo uomini semplici.

Se scriviamo... Non siamo artisti né politici, né siamo coscienti; siamo uomini semplici.

... significa: Non siamo artisti, non siamo stati eletti e non siamo coscienti (stiamo dormendo) poiché siamo uomini semplici. Obiezione: gli uomini semplici non sono, necessariamente, incoscienti! Ecco, dunque, cosa può generare un segnetto (non) insignificante come un accento sbagliato.

  • Le parentesi sono la disperazione dei frettolosi ma, se troppo piene, fanno perdere il filo del discorso anche ai più flemmatici. Facciamone a meno oppure riempiamole con poche parole, altrimenti usiamo due virgole o, ancor più belli, due trattini distanziati.

Vediamo: La sera del 15 maggio (quella in cui ci siamo conosciuti) ero entusiasta per il concerto; c'era un'aria di festa benché fosse - soltanto - lunedì. Il chitarrista è stato grande, come sempre, ma quella sera sembrava indemoniato, come posseduto dalla musica.

Concludendo: un grande articolo non è un "poema" né un trattato copioso, lungo e tedioso, bensì l'espressione personale, sentita e accorata, di chi ha l'intenzione di comunicare qualcosa che ritiene importante, col desiderio di lasciare un'impronta sul lettore. La nostra lingua contiene una miriade di verbi e sinonimi: facciamone largo uso mentre costruiamo una gabbia in cui rinchiudere l'eccessiva popolazione degli avverbi.

Vedi anche[]

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